Habeas corpus a favore della vittima di reati sessuali:
Legittimazione del pubblico ministero e della parte civile nella tutela della dignità umana, dell'imparzialità giudiziale e del giusto processo
DOI:
https://doi.org/10.58725/rivjr.v4i1.183Abstract
Il presente articolo propone una ricostruzione costituzionale della funzione dell'habeas corpus, sostenendone l'utilizzo a favore della vittima quando sottoposta a coercizioni illegali, pratiche di rivittimizzazione o violazioni dei diritti umani, in particolare — ma non esclusivamente — nel corso del procedimento penale e, soprattutto, nei reati contro la dignità sessuale. Si sostiene la legittimazione attiva del pubblico ministero, a tutti i livelli, nonché della parte civile, per la proposizione del ricorso volto alla tutela della dignità umana, alla declaratoria di nullità derivanti da udienze abusive e al riconoscimento della sopravvenuta ricusazione del giudice. Viene altresì riaffermata la possibilità costituzionale di proporre il ricorso da parte di qualsiasi cittadino (art. 5, LXVIII). L'analisi è costruita a partire dal paradigma del processo penale costituzionale, dal divieto di violenza istituzionale e dalla protezione rafforzata accordata alle donne dall'ordinamento giuridico interno e internazionale, con particolare rilievo attribuito alla Legge n. 14.245/2021 (Legge Mariana Ferrer) come riferimento normativo per il controllo di legalità e la prevenzione di pratiche lesive della dignità della vittima.
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