Intimidade exposta: quando a revitimização torna-se estratégia de defesa
DOI:
https://doi.org/10.58725/rivjr.v3i3.168Parole chiave:
Diritti delle donne, Revenge Porn, Intimità femminile, DelegittimazioneAbstract
Riassunto: Questo articolo si propone di analizzare in modo critico come l’esposizione dell’intimità femminile venga utilizzata nei processi giudiziari come mezzo per delegittimare la parola delle donne, trasformandosi così in una forma di rivittimizzazione. Questa pratica, spesso presentata come una strategia di difesa, rivela un modello strutturale di violenza di genere, in cui il corpo e la vita privata delle donne diventano strumenti di attacco e screditamento.
È stata adottata una prospettiva interdisciplinare, che abbraccia la criminologia, il diritto antidiscriminatorio e il legame con la Costituzione Federale del 1988, il Codice Penale, il Codice Civile, la Legge Maria da Penha, la Legge Carolina Dieckmann, la Legge n. 13.718/2018, nonché i trattati internazionali come la CEDAW e la Convenzione di Belém do Pará. Inoltre, si includono i contributi teorici di autrici come Heleieth Saffioti, Soraia Mendes, Judith Butler, Djamila Ribeiro e Maria Berenice Dias.
Si evidenzia che l’intimità femminile viene frequentemente esposta nei procedimenti giudiziari in modo inutile, sia nei litigi familiari (custodia o diritto di visita dei figli) sia nei casi di violenza sessuale. Questa pratica rafforza stereotipi patriarcali, trasforma i processi giudiziari in palcoscenici di giudizio morale e aggrava la sofferenza delle vittime, portando a danni psicologici di lunga durata, come ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico.
Si conclude, quindi, che l’esposizione dell’intimità non è un semplice strumento processuale, ma una forma di violenza simbolica e istituzionale che perpetua le disuguaglianze di genere e compromette l’accesso delle donne alla giustizia. Per superare questo problema, è indispensabile applicare efficacemente i trattati internazionali, adottare pratiche preventive contro la rivittimizzazione e promuovere una trasformazione culturale ed etica del sistema giudiziario, garantendo così che i processi siano spazi di rispetto, emancipazione e autentica giustizia.
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