Vittimologia fenomenologica:
presupposti fondamentali di un approccio orientato alla riconfigurazione dell’essere-nel-mondo a partire dalla vittimizzazione apparente
DOI:
https://doi.org/10.58725/rivjr.v4i1.182Parole chiave:
Vitimologia, Fenômeno, Dasein, VítimaAbstract
La vittimologia, così come sviluppata tradizionalmente, ha concentrato i propri sforzi analitici sui processi di vittimizzazione e sui comportamenti della vittima precedenti al reato, operando frequentemente mediante categorie esplicative che tendono a oggettivare l'esperienza del soggetto vittimizzato. Il presente articolo propone un approccio alternativo, denominato vittimologia fenomenologica, il cui oggetto di studio si sposta dalla causalità della vittimizzazione verso il modo in cui l'evento criminoso riconfigura il modo di essere-nel-mondo della vittima. Fondata sulla fenomenologia esistenziale di Martin Heidegger, questa prospettiva comprende la vittima come Dasein — esserci la cui esistenza è attraversata da una rottura ontologica provocata dal crimine, che incide sulle sue relazioni con il mondo, con gli altri e con se stessa. A partire da questa orientazione, l'articolo delinea i presupposti fondamentali della vittimologia fenomenologica, allontanandosi da pretese positiviste e sistematizzanti, e propone un atteggiamento metodologico descrittivo, aperto e interdisciplinare. Infine, vengono esaminate le implicazioni di questo approccio per la Psicologia e per il Diritto, in particolare riguardo alla comprensione dell'esperienza della vittima, all'ascolto qualificato e alla costruzione di risposte giuridiche più sensibili alla dimensione esistenziale della sofferenza derivante dalla violenza.
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