Giustizia riparativa di fronte ai deepfake intimi: una risposta alla vittimizzazione morale nell’ambiente digitale
DOI:
https://doi.org/10.58725/rivjr.v3i3.132Parole chiave:
Deepfake, Vittimizzazione Digitale, Giustizia Riparativa, Criminologia Critica, Riparazione SimbolicaAbstract
La crescente diffusione di deepfake intimi, composti da immagini o video manipolati digitalmente con contenuti sessuali non consensuali, inaugura una nuova forma di vittimizzazione morale nel cyberspazio, le cui conseguenze soggettive e simboliche trascendono i classici meccanismi di giustizia penale. Questo articolo propone un approccio critico all'inadeguatezza delle tradizionali risposte repressive al danno etico e relazionale causato da questo tipo di violenza digitale, sostenendo la giustizia riparativa come strumento complementare per la ricostruzione soggettiva e la riparazione simbolica. Basato su una metodologia qualitativa ed esplorativa, lo studio conduce un'analisi normativa, dottrinale e criminologica dei limiti del sistema di giustizia penale di fronte alla complessità della vittimizzazione digitale, proponendo alternative riparative che riconoscono la centralità della dignità della vittima e la specificità del danno morale negli ambienti digitali. Sfidando i fondamenti della responsabilità, del consenso e della paternità nel contesto della manipolazione tecnologica, l'articolo contribuisce ad aggiornare i paradigmi vittimologici e a sviluppare risposte legali più umane ed efficaci alle nuove forme di violenza simbolica.
Pubblicato
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2025 Rivista internazionale di vittimologia e giustizia riparativa

TQuesto lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.
Gli autori che pubblicano su REVISTA INTERNACIONAL DE VITIMOLOGIA E JUSTIÇA RESTORATIVE, preservando i propri diritti d'autore, concedono alla Rivista il diritto di pubblicare, sotto la licenza internazionale Creative Commons Attribution 4.0, che consente ad altri di distribuire, creare e adattare il proprio lavoro, nonché di condividerlo. , anche in produzioni a scopo commerciale, purché diano il dovuto credito all'articolo e al contenuto presentato, riconoscendone la paternità. Inoltre, gli articoli, da parte dei loro autori, esprimono il loro punto di vista e non necessariamente la posizione ufficiale dell’International Journal of Victimology and Restorative Justice.

