Giustizia Vittimocentrica Inclusiva: Il In Dubio Pro Victima come Alternativa in Contesti di Vulnerabilità Collettiva
Inclusive victim-centered justice: in dubio pro victima as an alternative in contexts of collective vulnerability
DOI:
https://doi.org/10.58725/rivjr.v3i2.119Abstract
L'articolo "Giustizia Vittimocentrica Inclusiva: Il In Dubio Pro Victima come Alternativa in Contesti di Vulnerabilità Collettiva" presenta un approccio della vittimologia all'interno del sistema giudiziario. Il testo sostiene che il modello tradizionale, incentrato sulla punizione e sulla supremazia del sapere giuridico formale, sia insufficiente per garantire la protezione delle vittime, soprattutto in scenari di vulnerabilità collettiva. Per questo motivo, viene proposta una giustizia vittimocentrica inclusiva, basata sull'incompletezza dei saperi e delle istituzioni, sull'interdisciplinarità e sulla decentralizzazione della tutela statale nei confronti delle vittime.
L'articolo discute il principio del in dubio pro victima come un'alternativa per situazioni di incertezza, dando priorità alla protezione della vittima senza compromettere le garanzie procedurali. Questo principio è già applicato in settori come il diritto ambientale e la protezione dei popoli indigeni e potrebbe essere esteso alla giustizia penale per garantire una maggiore partecipazione delle vittime nei processi decisionali. Tuttavia, si sottolinea la necessità di limiti per evitare distorsioni che trasformino la protezione della vittima in una logica repressiva ed eccessivamente punitiva.
Inoltre, il testo esamina come l'inclusione della vittima possa essere potenziata attraverso politiche istituzionali, come la separazione tra magistrati che applicano misure protettive e quelli che decidono su questioni penali di ultima ratio. Questa distinzione rafforzerebbe l'imparzialità giudiziaria e ridurrebbe il rischio che le decisioni legate alla protezione influenzino indebitamente il giudizio sull'aggressore.
L'approccio vittimocentrico proposto non si confonde con il in dubio pro societate, né giustifica una preponderanza automatica della parola della vittima nei processi penali. Piuttosto, si tratta di un modello di giustizia inclusiva e non violenta, che amplia la partecipazione delle vittime nei processi decisionali senza compromettere il diritto alla difesa dell'imputato.
Infine, l'articolo propone riforme istituzionali per l'attuazione di una giustizia vittimocentrica inclusiva, tra cui la creazione di tribunali specializzati per le misure protettive, l'espansione del principio di precauzione e l'integrazione dell'ecologia dei saperi nella formulazione di politiche pubbliche per la protezione delle vittime.
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